Il villaggio svizzero di Blatten è stato quasi cancellato a maggio, quando un massiccio collasso del ghiacciaio ha fatto precipitare nella valle milioni di metri cubi di ghiaccio e roccia. Sebbene il monitoraggio e l’evacuazione rapidi abbiano salvato la maggior parte dei residenti, il disastro sottolinea una realtà terrificante: Le comunità alpine sono sempre più vulnerabili agli eventi estremi causati dai cambiamenti climatici. L’incidente non è stato il risultato di allarmi ad alta tecnologia, ma di un sistema di osservazione ben consolidato e di un chiaro processo decisionale.
Il crollo di Blatten
Il 14 maggio un osservatore locale ha notato una piccola frana di massi sopra Blatten. Questo evento apparentemente minore ha innescato una reazione a catena. Le immagini di una telecamera vecchia di decenni, originariamente installata per monitorare le valanghe di neve, hanno rivelato un peggioramento dell’instabilità sulla cresta del ghiacciaio. Nel giro di pochi giorni, le autorità hanno evacuato 300 persone dopo aver stabilito che era imminente una grave frana. Tragicamente, un residente di 64 anni si è rifiutato di andarsene ed è stato ucciso quando la montagna ha ceduto il 28 maggio.
Il crollo non è stato solo una caduta di massi; è stata una cascata catastrofica. Anni di detriti accumulati sul ghiacciaio, combinati con uno scioglimento accelerato, hanno creato le condizioni in cui si sono staccati 6 milioni di metri cubi di roccia e 3 milioni di metri cubi di ghiaccio. L’impatto risultante distrusse gran parte di Blatten.
Perché è importante: il paesaggio alpino in evoluzione
L’evento di Blatten non è isolato. Il ritiro dei ghiacciai e il riscaldamento delle temperature stanno destabilizzando i pendii montuosi di tutto il mondo. Il permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato che un tempo teneva insieme le rocce, si sta sciogliendo. L’acqua liquida ora riempie le fessure, espandendosi con temperature gelide e separando le rocce. La Svizzera si è riscaldata di quasi 3°C rispetto all’epoca preindustriale, esacerbando questa tendenza.
Gli esperti sottolineano che, sebbene il recente riscaldamento alimenti chiaramente l’aumento delle frane, il problema di fondo potrebbe essere molto più profondo. Alcuni pendii si stanno semplicemente adattando a condizioni prive di ghiaccio dopo migliaia di anni, portando a cedimenti inevitabili, anche se lenti.
Il futuro delle comunità montane
La distruzione di Blatten evidenzia una sfida cruciale: la ricostruzione in zone instabili è rischiosa e costosa. Le autorità locali pianificano di ricostruire nelle vicinanze, ma anche questa nuova posizione rimane vulnerabile. L’implicazione più ampia è che le comunità montane dalle Alpi alle Ande e all’Himalaya si trovano ad affrontare rischi sempre più intensi. L’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi avverte che le vite, le culture e il patrimonio di queste comunità sono direttamente minacciati.
“Le comunità montane di tutto il mondo sono minacciate dalla crescente intensità e frequenza dei pericoli legati alla montagna.” – Kamal Kishore, Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi
Il disastro di Blatten costituisce un chiaro avvertimento. Sistemi di monitoraggio efficaci e protocolli di risposta rapida possono salvare vite umane, ma non possono fermare le forze fondamentali che stanno rimodellando il paesaggio alpino. L’adattamento e la gestione proattiva del rischio sono ora fondamentali per la sopravvivenza di queste comunità.
















