La metropoli dell’età del bronzo riscrive la storia della steppa in Kazakistan

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Gli archeologi hanno portato alla luce un vasto insediamento dell’età del bronzo in Kazakistan, rimodellando radicalmente la nostra comprensione del primo sviluppo urbano in Asia centrale. Il sito, soprannominato “Semiyarka” o “Città dei sette burroni”, risale al 1600 a.C. e copriva 140 ettari, più di quattro volte la dimensione dei villaggi contemporanei della regione. La scoperta rivela che le comunità nomadi della steppa erano in grado di costruire e sostenere insediamenti grandi e ben organizzati incentrati sulla produzione metallurgica avanzata.

Una città costruita per l’industria

L’importanza del sito sopra il fiume Irtysh, unita alla sua posizione strategica vicino a importanti giacimenti minerari nei Monti Altai, suggerisce che Semiyarka fosse un hub chiave per il commercio e il controllo delle risorse. Gli scavi rivelano una disposizione strutturata: due file di massicci terrapieni inclinati l’uno verso l’altro, che dividono la città in aree residenziali o laboratoriali più piccole. Muri di mattoni di fango rivestivano gli interni di queste sponde, definendo le singole strutture. Un edificio centrale, significativamente più grande, probabilmente serviva come spazio comune per rituali o governance.

L’ascesa della metallurgia dell’età del bronzo

La scoperta più significativa è l’ampia evidenza di lavorazione dei metalli su larga scala. Un’area dedicata a sud-est dei lavori di sterro contiene manufatti metallici, minerali e scorie, confermando Semiyarka come uno dei primi centri industriali per la produzione di rame e bronzo-stagno. Questa scoperta colma una lacuna critica nella documentazione archeologica, dimostrando che sofisticati processi metallurgici venivano implementati nella zona della steppa secoli prima di quanto si credesse in precedenza.

Gli stessi minerali metallici probabilmente provenivano dai vicini depositi sui Monti Altai, rafforzando il ruolo della città come centro di distribuzione regionale. La scala della produzione suggerisce un sistema economico complesso, con Semiyarka che controlla il flusso di risorse vitali attraverso un’ampia area geografica.

Sfidare le narrazioni tradizionali

Le dimensioni e la struttura di Semiyarka sfidano le ipotesi convenzionali sulle società steppiche dell’età del bronzo. In precedenza, queste comunità erano considerate principalmente mobili, con solo piccoli insediamenti temporanei. Questa scoperta dimostra che nella regione si stavano sviluppando centri urbani permanenti e pianificati, rispecchiando la complessità degli insediamenti contemporanei nelle parti più tradizionalmente “urbane” del mondo antico.

I risultati sottolineano che lo sviluppo della vita sedentaria, della complessa organizzazione sociale e dell’industria su larga scala non si limitavano alle valli fluviali o alle regioni agricole. Le comunità nomadi, quando posizionate strategicamente vicino a risorse chiave, erano ugualmente capaci di costruire ambienti urbani sofisticati e duraturi.

Ricerca futura e implicazioni

Gli scavi in corso e futuri a Semiyarka promettono di chiarire il ruolo preciso della città all’interno della più ampia rete commerciale eurasiatica. Ulteriori analisi di manufatti, modelli di insediamento e dati ambientali forniranno informazioni più approfondite sulle dinamiche economiche, sociali e politiche di questa metropoli dell’età del bronzo.

Questa scoperta altera radicalmente la nostra comprensione delle società steppiche, dimostrando che non erano semplicemente attori periferici nel mondo antico ma partecipanti attivi allo sviluppo di una vita urbana complessa e di una produzione industriale su larga scala.

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