La preeclampsia come possibile fattore nell’estinzione dei Neanderthal: un’ipotesi speculativa

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Uno studio recente suggerisce che la preeclampsia, una pericolosa complicanza della gravidanza, potrebbe aver contribuito all’estinzione dei Neanderthal. I ricercatori suggeriscono che questa condizione, legata allo sviluppo della placenta, potrebbe essere stata più letale per i Neanderthal che per il primo Homo sapiens. Tuttavia, i principali paleoantropologi vedono questa idea come un “esperimento mentale” altamente speculativo con prove a sostegno limitate.

L’ipotesi della preeclampsia

Lo studio, pubblicato sul Journal of Reproductive Immunology, sostiene che la preeclampsia e la sua forma grave, l’eclampsia, sono state trascurate nelle discussioni sulla salute riproduttiva dei Neanderthal. Queste condizioni, che comportano una pressione sanguigna pericolosamente alta e potenziali danni agli organi, colpiscono oggi fino all’8% delle gravidanze umane e possono essere fatali sia per la madre che per il feto.

I ricercatori ipotizzano che i Neanderthal potrebbero non avere un meccanismo protettivo cruciale contro la preeclampsia, con conseguente aumento della mortalità materna e ridotto successo riproduttivo. Ciò potrebbe aver agito come un’ulteriore pressione selettiva, accelerandone il declino nel corso dei secoli. La teoria è incentrata sull’idea che la placenta di Neanderthal, dato il materiale genetico condiviso con Homo sapiens, potrebbe essere stata incline a un impianto anomalo, innescando la preeclampsia.

Perché è importante: il collo di bottiglia riproduttivo

I Neanderthal sopravvissero per oltre 300.000 anni prima di scomparire circa 40.000 anni fa. La loro estinzione rimane uno dei più grandi misteri della paleontologia. Il fallimento riproduttivo è un fattore plausibile nel declino delle specie, poiché i bassi tassi di natalità indeboliscono le popolazioni nel tempo. Se le gravidanze di Neanderthal fossero sistematicamente più pericolose, ciò potrebbe spiegare perché alla fine furono sconfitte da Homo sapiens, che potrebbe aver avuto esiti di gravidanza migliori.

Scetticismo degli esperti

Tuttavia, gli esperti di genetica e archeologia dei Neanderthal non ne sono convinti. Patrick Eppenberger dell’Istituto di Medicina Evoluzionistica di Zurigo sostiene che l’affermazione che la preeclampsia sia stata una delle cause principali dell’estinzione non è supportata dalle prove attuali. Pur riconoscendo il legame tra preeclampsia ed evoluzione placentare umana, sottolinea che i Neanderthal sono sopravvissuti per centinaia di millenni.

Altri ricercatori suggeriscono che il trasferimento genetico tra l’Homo sapiens e i Neanderthal potrebbe aver diffuso fattori attenuanti per la preeclampsia, rendendo l’ipotesi meno convincente. April Nowell, un archeologo paleolitico dell’Università di Victoria, osserva che la ricerca di una “pistola fumante” causa dell’estinzione dei Neanderthal è in corso, ma questo studio non fornisce prove definitive.

Ricerca futura

Nonostante lo scetticismo, alcuni esperti concordano sul fatto che vale la pena indagare sulla teoria. L’analisi dei geni legati all’immunità materno-fetale e alla crescita placentare potrebbe potenzialmente fornire indizi sulla salute riproduttiva dei Neanderthal. Tuttavia, ottenere prove conclusive potrebbe essere impossibile senza dati clinici, che, ovviamente, non sono disponibili per una specie estinta.

In definitiva, l’idea che la preeclampsia abbia condannato i Neanderthal rimane un’ipotesi speculativa. Evidenzia la complessa interazione di genetica, fisiologia e fattori ambientali nel destino dei nostri parenti estinti, ma manca la prova certa necessaria per dichiararla una causa primaria della loro scomparsa.

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