Una scoperta sorprendente nel cervelletto, spesso chiamato il “piccolo cervello”, suggerisce che questa struttura svolge un ruolo più significativo nell’elaborazione del linguaggio di quanto precedentemente ritenuto. Il cervelletto, tradizionalmente noto per il coordinamento del movimento e dell’equilibrio, sembra ospitare una regione dedicata sensibile alla parola e alla lettura. Questa scoperta potrebbe rimodellare il modo in cui comprendiamo i disturbi del linguaggio e lo sviluppo del cervello.
Il ruolo inaspettato del cervelletto
Per anni si è creduto che l’elaborazione del linguaggio fosse localizzata principalmente nella neocorteccia sinistra (lo strato esterno del cervello). Tuttavia, una recente ricerca, pubblicata il 22 gennaio su Neuron, dimostra che un’area specifica all’interno del cervelletto destro si attiva selettivamente quando le persone ascoltano o leggono una lingua. Questa non è solo un’attività in background; la regione risponde specificamente alle parole, ignorando altri stimoli come la musica o i video non verbali.
I ricercatori hanno analizzato le scansioni cerebrali di 846 individui, identificando quattro punti attivi nel cervelletto durante i compiti linguistici. Mentre tre di queste regioni si attivavano anche durante altre attività cognitive (matematica, musica), una si distingueva: si attivava solo durante l’elaborazione del linguaggio parlato o scritto. Questa selettività è cruciale perché suggerisce una funzione linguistica dedicata, non solo una sovrapposizione accidentale.
Perché è importante
Il coinvolgimento del cervelletto nel linguaggio non è del tutto nuovo. I neurologi sospettavano da tempo il suo più ampio contributo alla cognizione. Tuttavia, questo studio fornisce la prova più forte finora dell’esistenza di un centro linguistico specializzato all’interno di questa struttura. Ciò ha implicazioni per diverse aree:
- Condizioni neurologiche: I deficit del linguaggio dopo lesioni al cervelletto sono ora meglio compresi. Il cervelletto dovrebbe essere valutato di routine insieme alla neocorteccia in caso di ictus o trauma.
- Trattamento dell’afasia: la scoperta apre nuove strade per il trattamento dell’afasia (disturbi della comunicazione) prendendo potenzialmente di mira il cervelletto come sito terapeutico.
- Sviluppo del cervello: i ricercatori ora ipotizzano che il cervelletto possa svolgere un ruolo nel modellare le aree linguistiche nella neocorteccia nelle prime fasi della vita.
Rimangono domande senza risposta
Sebbene i risultati siano convincenti, le domande permangono. Lo studio riconosce che alcune delle regioni attive potrebbero non essere del tutto specifiche della lingua; le funzioni sovrapposte potrebbero mascherare zone distinte rilevabili dall’attuale tecnologia di scansione. Inoltre, lo scopo di questo sistema linguistico cerebellare rimane poco chiaro. Perché il cervello duplica l’elaborazione del linguaggio in due aree diverse?
I ricercatori ipotizzano che il cervelletto potrebbe contribuire con un aspetto unico al linguaggio oltre ciò che gestisce la neocorteccia, come perfezionare i tempi del linguaggio o integrare il linguaggio con il controllo motorio. Studi futuri esploreranno se questa regione si comporta diversamente negli individui multilingue o in quelli con disabilità linguistiche specifiche.
“Il vero valore di questo lavoro sta nello stabilire che una di queste aree linguistiche cerebellari è selettiva per il linguaggio.” – Evelina Fedorenko, neuroscienziata cognitiva del MIT
Questa scoperta collega due campi separati – la ricerca sul cervelletto e quella sul linguaggio – che in precedenza operavano in relativo isolamento. Riconoscendo il contributo linguistico del cervelletto, gli scienziati possono creare un modello più completo di come il cervello gestisce uno dei tratti più caratteristici dell’umanità: la comunicazione.


















