Identificato il virus del raffreddore più antico del mondo nei polmoni del XVIII secolo

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Gli scienziati hanno estratto e identificato con successo il materiale genetico di un virus del raffreddore dai polmoni di una donna morta a Londra circa 250 anni fa, segnando il più antico virus umano a RNA confermato mai recuperato. Questa scoperta allarga i confini della ricerca sugli antichi agenti patogeni, che in precedenza faticava a preservare il fragile RNA a causa della sua rapida degradazione dopo la morte.

La sfida del recupero dell’RNA antico

Mentre il DNA può sopravvivere per decine di migliaia di anni in condizioni ideali, l’RNA è notoriamente instabile e in genere si rompe nel giro di poche ore. Tuttavia, i ricercatori hanno recentemente fatto passi da gigante nel recupero dell’RNA antico, estraendolo persino da un mammut lanoso di 40.000 anni.
La svolta è arrivata dall’esame di raccolte di patologie conservate in formalina, una sostanza chimica che rallenta la degradazione dell’RNA.

Un ritrovamento fortunato negli archivi storici

Erin Barnett e colleghi del Fred Hutchinson Cancer Center hanno cercato esemplari più vecchi, trovando campioni vitali nell’Hunterian Anatomy Museum dell’Università di Glasgow. I polmoni di due individui – una donna londinese del XVIII secolo e un’altra del 1877 – erano conservati in alcol, non in formalina, ma contenevano abbastanza RNA intatto per l’analisi. Entrambi gli individui avevano documentate malattie respiratorie.

Mettere insieme i pezzi del puzzle virale

L’RNA recuperato era gravemente frammentato, con una lunghezza media di soli 20-30 nucleotidi (rispetto agli oltre 1000 trovati nelle cellule viventi). I ricercatori hanno ricostruito minuziosamente l’intero genoma di un rinovirus dai polmoni di una donna del 1770.
La donna era stata infettata anche da agenti patogeni batterici come lo Streptococcus pneumoniae.

Collegamento tra virus passati e presenti

Il confronto tra l’antico genoma virale e i moderni database dei rinovirus ha rivelato che appartiene al gruppo A del rinovirus umano, in particolare a un lignaggio estinto strettamente correlato al genotipo A19. I ricercatori stimano che il virus storico condividesse un antenato comune con il moderno A19 nel 1600.

Implicazioni per la ricerca futura

Questa scoperta dimostra che l’RNA può essere recuperato da raccolte umide storiche, aprendo nuove strade per lo studio delle malattie del passato e dell’evoluzione virale. La capacità di analizzare i virus nel corso dei secoli fornirà informazioni cruciali su come si adattano e si diffondono.
Serve anche a ricordare che anche gli individui più dimenticati possono contribuire alla comprensione scientifica.

“Questa è la prima fase di quella che diventerà un’esplosione nello studio dei virus a RNA”, afferma Love Dalén dell’Università di Stoccolma, evidenziando il potenziale per scoperte future.

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