Per anni, la comprensione comune dell’autocontrollo è ruotata attorno a un concetto semplice: una battaglia tra desideri immediati e obiettivi a lungo termine, che richiede una forza di volontà incrollabile per resistere alla tentazione. Tuttavia, un nuovo studio di Yale pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences rivela una verità più sfumata, e forse sorprendente: l’autocontrollo non riguarda scelte incrollabili, ma piuttosto una continua deliberazione avanti e indietro.
Come i ricercatori tracciano i processi mentali con un mouse
Lo studio, condotto dalla psicologa di Yale Melissa Ferguson e dall’ex ricercatore post-dottorato Paul Stillman, definisce l’autocontrollo come la capacità di perseguire obiettivi a lungo termine nonostante i guadagni a breve termine. Per osservare questo complesso processo decisionale in azione, i ricercatori hanno utilizzato un metodo che sta guadagnando popolarità in discipline come la psicologia e il marketing: la sorveglianza del tracciamento dei topi. Questa tecnica fornisce una finestra sull’attività mentale di una persona analizzando come si muove il mouse del computer mentre fa delle scelte. Ad esempio, il mouse che vira verso un’opzione allettante come un biscotto prima di selezionare una mela fornisce preziose informazioni sul processo deliberativo.
Il team di ricerca ha analizzato i dati di oltre 500 partecipanti mentre sceglievano tra una piccola ricompensa monetaria immediata e una ricompensa più grande che richiedeva attesa. “Il tracciamento del mouse consente un modo diverso di osservare come si comportano le persone nel processo decisionale”, ha spiegato Ferguson. “Misura non solo il contenuto mentale riportato, ma anche le dinamiche della cognizione.”
Due percorsi verso l’autocontrollo: inibizione degli impulsi e competizione dinamica
Lo studio ha scoperto che il successo dell’autocontrollo implica due percorsi distinti:
- Inibizione dell’impulso: questo modello tradizionale presuppone una forte soppressione della tentazione immediata. Nei dati di tracciamento del mouse, questa appare come una traiettoria in cui i partecipanti inizialmente si muovono verso l’opzione allettante, poi correggono bruscamente e si spostano verso la scelta più vantaggiosa.
- Concorrenza dinamica: questo percorso più diffuso rivela una “battaglia” continua e iterativa tra obiettivi a breve e lungo termine. Invece di una correzione improvvisa, la traiettoria del mouse mostra un movimento graduale avanti e indietro verso la scelta più vantaggiosa.
I ricercatori sono rimasti sorpresi nello scoprire che il percorso di inibizione degli impulsi rappresentava solo circa un quarto delle decisioni di autocontrollo riuscite. La stragrande maggioranza prevedeva una competizione dinamica: una valutazione e un aggiustamento continui delle scelte.
Predire le scelte future in base alle traiettorie del mouse
Una scoperta chiave è stata il potere predittivo delle traiettorie dei topi. Analizzando le scelte dei partecipanti nella prima metà dello studio, i ricercatori sono stati in grado di prevedere con precisione fino al 70% delle loro scelte nella seconda metà. Ciò suggerisce che i movimenti iniziali del mouse offrono informazioni preziose sui modelli decisionali di una persona e sulle scelte future.
Perché è importante: andare oltre l’approccio “Basta dire no”.
Ferguson ha sottolineato che la concezione prevalente dell’autocontrollo – basarsi esclusivamente sulla forza di volontà – è una semplificazione eccessiva. Sapere che l’autocontrollo spesso implica un processo dinamico e iterativo può aiutare le persone a sviluppare strategie più efficaci per raggiungere i propri obiettivi a lungo termine. Comprendendo le complessità del modo in cui prendiamo decisioni, i ricercatori sperano di tradurre questi risultati in raccomandazioni attuabili che supportino scelte più sane e un migliore processo decisionale.



























