Funerali reali dell’età del ferro rinvenuti in Inghilterra: prove di una regina celtica?

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Gli archeologi hanno scoperto due enormi tesori dell’età del ferro nel North Yorkshire, in Inghilterra, contenenti oltre 950 manufatti metallici bruciati, tra cui parti di carri, armi e vasi decorati. I risultati, dettagliati in un recente studio pubblicato su Antiquity, suggeriscono che i depositi facevano parte di un funerale d’élite, potenzialmente per un leader di alto rango, forse una regina, della tribù dei Brigantes.

Rituali di sepoltura d’élite dei Briganti

I tesori sono stati scoperti per la prima volta nel 2021 da un metal detector vicino a Melsonby. Gli scavi hanno rivelato due depositi separati intenzionalmente bruciati, danneggiati e sepolti. L’entità del deposito – compresi pneumatici di ruote in ferro, calderoni e punte di lancia cerimoniali – indica una sontuosa cerimonia funebre caratteristica delle élite dell’età del ferro. Sebbene non siano stati trovati resti umani, la distruzione deliberata e la deposizione di oggetti di valore sono in linea con le pratiche funerarie preistoriche conosciute.

Il rogo era un rituale comune. Molti dei manufatti furono riscaldati a temperature sufficientemente elevate da fondere rame e argento, suggerendo che l’incendio non fu accidentale, ma parte della cerimonia. La cremazione stava guadagnando popolarità tra le élite britanniche intorno al I secolo a.C., periodo a cui risalgono questi oggetti.

I Briganti e le connessioni continentali

I Briganti erano una potente tribù celtica che controllava il vicino sito reale di Stanwick, un insediamento fortificato noto ai romani come oppidum. Il sito della scoperta si trova a poche centinaia di metri da questo centro di potere. Il contenuto dei tesori, comprese le decorazioni con corallo importato dal Mediterraneo, dimostra che i Briganti mantenevano collegamenti con l’Europa continentale.

Una scoperta particolarmente significativa è stata la presenza di staffe di ferro a forma di U, precedentemente sconosciute nell’archeologia britannica ma comuni in Europa. I ricercatori li hanno identificati come parti di carri a quattro ruote, indicando che i Briganti usavano questi veicoli insieme ai tradizionali carri a due ruote. Ciò conferma ulteriormente il contatto della tribù con altri gruppi celtici.

Possibile collegamento con la regina Cartimandua

Sebbene l’identità esatta della persona onorata da questi depositi rimanga sconosciuta, la datazione dei manufatti (I secolo a.C.) suggerisce che siano antecedenti alla conquista romana. I ricercatori ipotizzano che il funerale potrebbe essere stato per un’antenata di Cartimandua, una regina che governò i Briganti come sovrano cliente romano dopo il 69 d.C. I Briganti passarono il potere reale attraverso linee femminili, rendendo plausibile che anche le precedenti regine fossero sepolte con cerimonie simili.

Resistenza celtica attraverso l’arte?

L’archeologa Melanie Giles, scavando una sepoltura contemporanea di un carro in Galles, nota somiglianze stilistiche tra i tesori di Melsonby e altri manufatti celtici. Lei propone che gli esagerati motivi celtici trovati su questi oggetti potrebbero essere una forma di resistenza contro l’espansione romana. L’esibizione esagerata dell’arte celtica potrebbe essere stata un modo per affermare identità e sfida di fronte alla crescente influenza romana.

I tesori di Melsonby rappresentano uno dei più grandi ritrovamenti dell’età del ferro in Gran Bretagna. Sebbene le circostanze precise che circondano il funerale possano rimanere un mistero, le prove suggeriscono fortemente una cerimonia deliberata ed elaborata per un leader potente, rafforzando la nostra comprensione delle pratiche di sepoltura d’élite nella Gran Bretagna dell’età del ferro.