Gli strumenti avanzati in pietra mettono in discussione le ipotesi sui primi esseri umani in Cina

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Gli scavi archeologici nel sito di Xigou, nella provincia cinese di Henan, hanno rivelato una tecnologia sorprendentemente avanzata degli utensili in pietra, risalenti a un periodo compreso tra 160.000 e 72.000 anni fa. Questi risultati ribaltano le convinzioni di lunga data secondo cui le prime popolazioni umane dell’Asia orientale erano rimaste indietro rispetto alle loro controparti in Africa e in Europa occidentale in termini di innovazione. Per decenni, la teoria prevalente ha suggerito che gli ominidi dell’Asia orientale si affidassero a tradizioni di strumenti più semplici e conservativi. Le prove di Xigou dimostrano il contrario.

Le scoperte Xigou: più che semplici scaglie

Lo scavo ha portato alla luce una serie di tecniche sofisticate, tra cui le prime prove conosciute di strumenti di pietra con manico nell’Asia orientale. Ciò significa che i primi esseri umani combinavano componenti in pietra con manici o aste, un processo che richiedeva notevole lungimiranza, abilità artigianale e comprensione di come massimizzare l’efficacia degli strumenti.

Gli strati del sito, che coprono un arco di 90.000 anni, mostrano uno sviluppo tecnologico coerente. I ricercatori hanno trovato prove di metodi con nuclei preparati, strumenti innovativi ritoccati e strumenti da taglio di grandi dimensioni, suggerendo un panorama tecnologico più complesso di quanto precedentemente riconosciuto.

“I risultati di Xigou mettono in discussione la narrativa secondo cui i primi esseri umani in Cina furono conservatori nel tempo”, ha affermato il professor Michael Petraglia della Griffith University.

Perché è importante: ripensare l’evoluzione umana

La scoperta è significativa perché cambia la nostra comprensione delle capacità cognitive e tecniche umane. Per anni, i ricercatori hanno ipotizzato che gli ominini in Africa e in Europa fossero i principali motori del progresso tecnologico. Queste nuove prove suggeriscono che le prime popolazioni cinesi erano altrettanto creative e adattabili.

Il sito di Xigou coincide con un periodo in cui diverse specie di ominidi dal cervello grande abitavano la Cina, tra cui Homo longi, Homo juluensis e forse Homo sapiens. Ciò solleva la domanda: quale ominide era responsabile di questi strumenti? La risposta rimane sconosciuta, ma la diversità delle specie suggerisce la possibilità di scambio culturale o di innovazione indipendente.

Adattabilità in un ambiente in evoluzione

Gli strumenti probabilmente hanno svolto un ruolo cruciale nella sopravvivenza. L’Asia orientale durante questo periodo sperimentò ambienti fluttuanti e queste tecnologie probabilmente aiutarono le popolazioni di ominidi ad adattarsi. La capacità di creare strumenti compositi, come strumenti di pietra con manico, dimostra un alto grado di flessibilità comportamentale e ingegnosità.

I risultati sono pubblicati su Nature Communications. Lo studio sottolinea che i primi esseri umani in tutto il mondo erano capaci di notevoli imprese di intelligenza e adattamento.

In sostanza, il sito di Xigou dimostra che la prima evoluzione tecnologica umana fu più diversificata e diffusa di quanto si immaginasse in precedenza. Queste scoperte impongono una rivalutazione del modo in cui vediamo lo sviluppo dell’intelligenza e delle capacità di creazione di utensili nel mondo antico.

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