Una parte importante della calotta glaciale della Groenlandia è completamente scomparsa circa 7.000 anni fa, durante un periodo di riscaldamento paragonabile a quello previsto dai modelli climatici per questo secolo. Questa scoperta, dettagliata in un nuovo studio Nature, evidenzia la fragilità della calotta glaciale e il potenziale per un aumento accelerato del livello del mare.
La scomparsa di Prudhoe Dome
Il Prudhoe Dome, ora una calotta di ghiaccio spessa 500 metri che copre 2.500 chilometri quadrati nella Groenlandia nordoccidentale, è stata completamente sciolta almeno una volta in passato. Gli scienziati hanno perforato il ghiaccio per analizzare gli strati di sedimenti, rivelando che il terreno sottostante è stato esposto per l’ultima volta alla luce solare circa 7.100 anni fa. Ciò significa che l’intera cupola si è fusa e poi si è riformata nel tempo.
La chiave da asporto? Questo non era un residuo della precedente era glaciale. La calotta glaciale si è sciolta e si è ricostruita, indicando una sensibilità alle temperature che saranno raggiungibili entro la fine del secolo.
Ciò che il passato ci dice sul futuro
Le temperature durante l’Olocene inferiore e medio erano 3-6°C più calde di oggi. I modelli climatici, come il CMIP6, prevedono un riscaldamento simile entro il 2100. I ricercatori sottolineano che questo livello di riscaldamento potrebbe innescare una significativa perdita di ghiaccio dalla Groenlandia, che attualmente contribuisce maggiormente all’innalzamento globale del livello del mare. Se l’intera calotta glaciale dovesse sciogliersi, il livello medio del mare aumenterebbe di 7,3 metri (24 piedi).
“L’Olocene iniziale è un periodo noto per la stabilità climatica… Quindi, affinché il naturale e mite cambiamento climatico di quell’epoca abbia sciolto il Prudhoe Dome e lo abbia mantenuto ritirato potenzialmente per migliaia di anni, potrebbe essere solo una questione di tempo prima che inizi a staccarsi di nuovo dall’odierno cambiamento climatico indotto dall’uomo.” – Jason Briner, geologo e paleoclimatologo dell’Università di Buffalo
Perché è importante
Il periodo dell’Olocene (gli ultimi 11.700 anni) non fu solo un’era stabile per la prima civiltà umana; dimostra anche quanto le calotte glaciali possano essere sensibili ad aumenti di temperatura relativamente piccoli. Il fatto che gran parte della Groenlandia si sia sciolta in condizioni simili a quelle previste per i prossimi decenni sottolinea l’urgenza di limitare il riscaldamento futuro.
Ulteriori dati provenienti da altre carote di ghiaccio in Groenlandia potrebbero mappare l’entità del ritiro dei ghiacci in passato, fornendo un quadro più chiaro di come la calotta glaciale potrebbe rispondere al continuo riscaldamento. Lo studio evidenzia la necessità sia di modelli sia di dati di osservazione del mondo reale per affinare le previsioni sul futuro innalzamento del livello del mare.
Le implicazioni sono chiare: i cambiamenti climatici del passato hanno rimodellato il ghiaccio della Groenlandia, e cambiamenti simili sono ora possibili nel corso della nostra vita. La stabilità della calotta glaciale dipende da quanto velocemente e drasticamente le temperature continuano ad aumentare.


















