Echi evolutivi: come uno scisma di scimpanzé sfida la nostra comprensione della guerra

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Una comunità di scimpanzé di lunga data e coesa in Uganda ha subito una frattura violenta e permanente, offrendo agli scienziati una rara finestra sulle origini evolutive del conflitto. La scissione del gruppo degli scimpanzé Ngogo suggerisce che i meccanismi della guerra – in particolare la formazione di identità di gruppo distinte e l’aggressione territoriale letale – potrebbero essere profondamente radicati nella biologia dei primati, antecedenti alle complesse strutture culturali della società umana.

Lo scisma di Ngogo: dalla cooperazione al conflitto

Per decenni, la popolazione di scimpanzé Ngogo nel Parco Nazionale di Kibale è stata un modello di stabilità sociale dei primati. Composto da 150 a 200 individui, il gruppo funzionava attraverso una dinamica di “fissione-fusione”: i membri si dividevano in piccoli sottogruppi per cercare cibo o cacciare durante il giorno, ma si riunivano come un’unità coesa la sera.

Questa stabilità è andata in frantumi nel giugno 2015. Quella che era iniziata come una disputa territoriale tra due gruppi di scimpanzé – il gruppo “centrale” e il gruppo “occidentale” – si è trasformata in una rottura sociale permanente.

La cronologia del crollo rivela uno schema di crescente violenza:
2015: Il gruppo centrale scaccia il gruppo occidentale da un territorio condiviso.
2018: I due gruppi si separarono definitivamente.
2018–2025: il gruppo occidentale è passato dalla ritirata all’attacco, lanciando 24 raid letali che hanno ucciso almeno sette maschi maturi e 17 bambini del gruppo centrale.

Una tempesta perfetta di instabilità

I ricercatori, guidati da Aaron Sandel dell’Università del Texas ad Austin, hanno passato anni ad analizzare decenni di dati demografici e GPS per capire perché questo specifico gruppo è crollato. Il crollo non è stato causato da un singolo evento ma da una “tempesta perfetta” di fattori di stress sociali e biologici:

  1. Concorrenza per le risorse: la potenziale scarsità di cibo può aver inizialmente messo a dura prova i legami di gruppo.
  2. Vuoto di leadership: la morte di numerosi uomini e donne influenti nel 2014, seguita dal cambiamento del maschio alfa, ha indebolito il collante sociale che teneva unito il gruppo.
  3. Trauma biologico: un’epidemia di malattia respiratoria nel 2017 ha ucciso 25 membri. Fondamentalmente, questo includeva gli ultimi due maschi che fungevano da “ponti sociali” tra le due fazioni emergenti.

Una volta recisi questi legami biologici e sociali, i gruppi svilupparono identità distinte, mettendo i vicini l’uno contro l’altro in un ciclo di aggressione letale.

Perché questo è importante per la storia umana

Nello studio del conflitto umano, ci sono due scuole di pensiero primarie. Il primo suggerisce che la guerra sia un’innovazione culturale, un sottoprodotto dell’agricoltura, degli stati-nazione e di ideologie complesse come la religione o la politica. L’altro suggerisce che la guerra sia un tratto evolutivo, radicato in comportamenti sociali molto più antichi.

I dati di Ngogo forniscono una prova significativa di quest’ultimo. Il conflitto tra gli scimpanzé si è verificato interamente in assenza di indicatori “culturali”: non c’erano lingue condivise, credenze religiose o ideologie politiche che guidavano la violenza. Invece, la guerra è stata guidata da:
Identità di Gruppo: La formazione delle dinamiche “noi contro loro”.
Territorialità: La lotta per lo spazio fisico e le risorse.
Frammentazione sociale: La perdita di individui che facilitano la riconciliazione.

“Questo studio dimostra che le dinamiche sociali della fissione di gruppo e della conseguente guerra possono avvenire senza nessuno dei marcatori culturali che spesso attribuiamo alla guerra umana”, osserva il ricercatore Luke Glowacki.

Conclusione

La violenta scissione degli scimpanzé Ngogo suggerisce che l’impulso al conflitto di gruppo potrebbe essere un’eredità biologica piuttosto che un’invenzione puramente culturale. Osservando come i legami sociali si dissolvono e le identità si rafforzano nei primati, gli scienziati acquisiscono una comprensione più chiara delle forze primordiali e non culturali che possono guidare la polarizzazione e la guerra umana.

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