Il visitatore interstellare 3I/ATLAS scatena un massiccio deflusso di vapore acqueo

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La missione JUICE dell’Agenzia spaziale europea (ESA) ha catturato un fenomeno straordinario: la cometa interstellare 3I/ATLAS sta espellendo una quantità sorprendente di acqua nello spazio, più o meno equivalente a riempire 70 piscine olimpioniche ogni singolo giorno.

Questa scoperta fornisce agli astronomi una rara “capsula del tempo” proveniente da un altro sistema stellare, offrendo uno sguardo diretto agli elementi chimici che esistevano miliardi di anni prima che si formasse il nostro Sole.

Un raro incontro cosmico

3I/ATLAS non è residente nel nostro sistema solare. È solo il terzo oggetto interstellare mai rilevato mentre attraversa il nostro quartiere cosmico. Mentre la maggior parte delle comete sono originarie del nostro sistema solare, i visitatori interstellari come questo provengono da sistemi stellari distanti, portando con sé firme chimiche uniche dei loro mondi natali.

La scoperta è stata fatta nel novembre 2025 dalla Jupiter Icy Moons Explorer (JUICE), una navicella spaziale attualmente in rotta verso Giove. Utilizzando la sua suite avanzata di strumenti, in particolare gli strumenti MAJIS (spettrometro) e JANUS (imaging), la missione è stata in grado di analizzare la composizione della cometa mentre si muoveva attraverso il nostro sistema.

La meccanica del deflusso

Quando 3I/ATLAS si avvicinò al Sole, la radiazione solare iniziò a riscaldare il suo nucleo ghiacciato. Ciò ha innescato un processo noto come sublimazione, in cui il ghiaccio solido si trasforma direttamente in gas senza diventare prima liquido.

Mentre tutte le comete mostrano questo comportamento, creando la caratteristica “chioma” (un’atmosfera sfocata) e la coda, 3I/ATLAS ha mostrato un livello inaspettato di luminosità e attività.

Principali risultati dai dati:

  • Scala massiccia: La cometa rilascia circa due tonnellate di materiale al secondo.
  • Composizione chimica: Lo strumento MAJIS ha identificato forti emissioni infrarosse da vapore acqueo e anidride carbonica.
  • Serbatoi profondi: Gli scienziati ritengono che queste sostanze “volatili” (sostanze che evaporano facilmente) siano state sepolte in profondità sotto la superficie della cometa e siano state improvvisamente rilasciate dopo il suo massimo avvicinamento al Sole (perielio ).

Perché questo è importante per la scienza planetaria

La capacità di rilevare queste molecole specifiche è molto più di una semplice impresa di ingegneria; è una finestra sulla storia dell’universo.

Poiché 3I/ATLAS si è formato attorno a una stella diversa, la sua composizione chimica funge da modello per il modo in cui si formano i pianeti in altre parti della galassia. Studiando il rapporto tra acqua e anidride carbonica in un oggetto interstellare, i ricercatori possono capire meglio se gli “ingredienti” della vita – come acqua e composti organici – sono caratteristiche comuni in tutto il cosmo o unici nel nostro sistema solare.

“I dati MAJIS ci permetteranno di comprendere meglio le proprietà fisiche e chimiche dei materiali formatisi attorno a un’altra stella miliardi di anni fa”, ha osservato Giuseppe Piccioni dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF).


Conclusione
Osservando la massiccia scarica di acqua e gas da 3I/ATLAS, gli scienziati stanno ottenendo informazioni senza precedenti sull’evoluzione chimica dei sistemi stellari distanti e sugli elementi costitutivi universali dei pianeti.