Per molte, la nausea mattutina è una parte routine, anche se spiacevole, della gravidanza. Tuttavia, per una minoranza significativa, la situazione degenera in una crisi medica debilitante. Uno studio genetico fondamentale ha ora identificato i principali fattori biologici alla base dell’iperemesi gravidica (HG), una forma estrema di nausea e vomito che può portare a malnutrizione, disidratazione e ospedalizzazione.
Comprendere l’iperemesi gravidica (HG)
Mentre la maggior parte delle donne incinte sperimenta una lieve nausea, circa il 10,8% soffre di HG. Questa condizione è molto più che una semplice “nausea mattutina”; è caratterizzato da vomito così grave che spesso i pazienti non riescono a trattenere cibo o liquidi.
Fino ad ora, la comunità medica non disponeva di trattamenti approvati dalla FDA specifici per l’HG e la causa sottostante rimaneva oggetto di dibattito. Teorie precedenti suggerivano che i colpevoli fossero gli aumenti degli ormoni della gravidanza, in particolare l’hCG (gonadotropina corionica umana) e gli estrogeni. Tuttavia, questa nuova ricerca sposta l’attenzione verso un diverso percorso biologico.
La connessione GDF15
Pubblicato sulla rivista Nature Genetics, lo studio, il più grande nel suo genere, indica il gene GDF15 come il fattore principale della malattia.
La ricerca, guidata da Marlena Fejzo della Keck School of Medicine della University of Southern California, ha scoperto che specifiche mutazioni nel gene GDF15 aumentano significativamente il rischio di HG. In alcuni casi, una singola mutazione rara può aumentare il rischio di una persona dieci volte.
Principali risultati dello studio:
- Un driver universale: analizzando i genomi di quasi 11.000 persone con HG e 420.000 senza, i ricercatori hanno scoperto che il segnale GDF15 rimaneva coerente in diverse popolazioni, comprese quelle di discendenza europea, asiatica, africana e latina.
- Oltre gli ormoni: lo studio non ha trovato alcun legame genetico con l’hCG o gli estrogeni, allontanando di fatto il dibattito scientifico dalla vecchia teoria della “sensibilità ormonale”.
- Una complessa rete di geni: Oltre a GDF15, il team ha identificato altri nove geni associati all’HG, suggerendo che la condizione è una malattia complessa a più vie.
Nuove frontiere nella cura
L’identificazione di questi geni apre la porta a interventi farmaceutici mirati. Una delle scoperte più intriganti riguarda il gene TCF7L2, che è un noto fattore di rischio per il diabete di tipo 2 e regola il GLP-1, lo stesso ormone preso di mira da popolari farmaci dimagranti come Ozempic e Wegovy.
Questa connessione suggerisce che i meccanismi biologici che regolano l’appetito e l’insulina possono svolgere un ruolo fondamentale nel modo in cui il corpo risponde durante la gravidanza. Altri geni identificati sono collegati a:
– Regolazione dell’appetito e sindromi da deperimento.
– Apprendimento e memoria, che secondo i ricercatori possono influenzare le avversioni alimentari estreme comuni nei malati di HG.
Guardando al futuro: sperimentazioni cliniche
La scoperta si sta muovendo rapidamente dal laboratorio verso l’applicazione clinica. Quest’estate, i ricercatori mirano a lanciare una sperimentazione utilizzando la metformina, un farmaco tipicamente utilizzato per il diabete. Poiché la metformina aumenta il GDF15, lo studio valuterà se la sua somministrazione ai pazienti prima del concepimento può “desensibilizzarli” all’ormone, prevenendo potenzialmente l’insorgenza di una grave nausea prima che inizi.
“Sarà utile per esplorare nuove strade per le terapie e per esplorare modi per prevedere, diagnosticare, trattare e potenzialmente prevenire meglio l’HG in futuro.” — Marlena Fejzo, ricercatrice capo
Conclusione
Individuando GDF15 come fattore centrale dell’iperemesi gravidica, questo studio trasforma la nostra comprensione della condizione da una vaga sensibilità ormonale a un disturbo specifico, determinato geneticamente, aprendo la strada ai primi trattamenti medici mirati per l’HG.
